Mar 292013
 

Western Digital My Book LiveUn recente acquisto di cui sono molto soddisfatto, e di cui vorrei parlarvi oggi. Sto parlando dei simpatico giocattolo che vedete qui a fianco, ovvero il Western Digital My Book Live, in versione da 3 TB.

Motivo dell’acquisto è stato il voler spostare in una posizione più “solida” tutti i file audio e video che al momento avevo su un disco esterno portatile (sempre WD) da 1 TB.

Ma non di solo spazio vive l’uomo…
… perchè se ha anche una TV con wi-fi incorporato, un Macbook con Time Machine e una ricca libreria di iTunes… 😉

Andiamo con ordine, però.
Mettere all’opera il My Book Live è semplicissimo: dopo averlo connesso all’alimentazione ed alla rete cablata (ha una presa Gigabit Ethernet, nel mio caso collegata direttamente al router Fastweb) basta installare il companion software (disponibile per Windows e Mac, manca una versione Linux ma ovviamente non è indispensabile per far funzionare correttamente l’unità nè per configurarla) e seguire i semplici passi guidati. Tempo tre minuti (giusto il necessario perchè il disco faccia il boot) ed il disco è online.

Accedendo al pannello di controllo, la prima cosa che ha fatto è stata notificarmi che c’era un aggiornamento del firmware; dopo aver raccolto il mio consenso all’aggiornamento (si può anche impostare perchè si aggiorni automaticamente, senza notificare l’amministratore dell’unità) ha scaricato il firmware e l’ha installato. Cinque minuti dopo l’unità era nuovamente online, con l’ultima versione del firmware.

Da Mac non c’è bisogno di fare nulla di complesso, il companion software ha già rilevato il My Book Live e l’ha mappato: potete usarlo direttamente dal Finder per copiare nelle apposite cartelle video, audio e foto. Tutto quello che andrete a mettere in queste cartelle Pubbliche sarà accessibile a chiunque nella rete e… e sarà trasmesso, tramite il server DLNA incorporato ed attivo per default, sulla rete, a disposizione di tutti i dispositivi compatibili (TV connesse, lettori Blue Ray, Xbox 360, Playstation 3 ecc).

La mia TV (una LG 47LM660S) l’ha rilevato immediatamente, permettendomi di navigare fra i file audio/video che avevo copiato sul capiente disco dell’unità. La riproduzione avviene in streaming ed è perfetta anche in caso di file video Full HD.

Allo stesso modo, il server iTunes incorporato (ed attivo per default) rendeva disponibili sulla rete tutti i file audio, permettendone lo streaming sui PC-Mac con iTunes.

Già con solo queste caratteristiche (unite ad un bel design) il prodotto sarebbe interessante, ma ovviamente il My Book Live dispone di molto di più. Come ho già detto, è immediatamente disponibile come unità di backup per Time Machine di Apple (potendo anche scegliere, dal pannello di controllo dell’unità, accessibile da browser web, quanto spazio disco dedicare a questa funzione). Gli utenti Windows possono usare Windows Backup, l’utility WD Smartware o altri software di backup per assolvere la stessa funzione.
E’ possibile creare diversi utenti sull’unità e definire capillarmente a quali condivisioni permettergli l’accesso (eventualmente dandogli anche una condivisione riservata, in cui conservare propri documenti).
Inoltre, è possibile configurare l’unità per fare il backup automatico di se stessa con altre unità simili presenti nella rete, rendendo la soluzione molto più sicura.

WD 2goInfine (e dulcis in fundo) la caratteristica principale di questa unità sta proprio nel suffisso LIVE: permette di creare una personal cloud, accessibile da qualunque computer connesso ad Internet tramite un semplice browser (ed un apposito sito, che funge da bridge fra voi ed il vostro My Book Live: https://www.wd2go.com/) o tramite apposite app per dispositivi mobile (iOS, Android, Blackberry e Windows Phone). In questo modo i vostri file saranno sempre con voi, senza dover ricorrere a soluzioni di terze parti (Dropbox, SkyDrive, Box.net ecc.).

mobileapps_08

Allo stesso modo, e tramite un’altra app mobile, è possibile accedere alle foto immagazzinate sul vostro My Book Live, per avere il vostro portfolio sempre con voi (ed arricchirlo con i vostri scatti realizzati in mobilità, che possono essere caricati sul My Book Live direttamente dall’app.

In definitiva: il WD My Book Live è davvero un bel prodotto, sotto ogni punto di vista: design, funzionalità, facilità di configurazione ed utilizzo. Il plus di creare la propria personal cloud (con spazio virtualmente illimitato, difficile aver bisogno di più di 3 TB di file in mobilità) permette di abbandonare servizi di cloud storage a pagamento.

May 192011
 

Ultimamente ha fatto parecchio scalpore “l’affaire Dropbox” (mirabilmente riassunto da Ernesto in questo post).
Partendo dal presupposto che archiviare nella nuvola (il tanto discusso “Cloud”) file riservati è spesso una cattiva idea (per motivi di privacy, sicurezza ecc.) e passando per le recenti vicissitudini di Dropbox, ho pensato di condividere con voi come mi sono regolato IO per quanto riguarda i miei files (beh, del resto in passato ho parlato spesso e volentieri di storage e backup online ecc.).

Vi confesso sinceramente che ho abbandonato Dropbox come storage dei miei files da diversi mesi, un po’ perchè troppo “limitato” rispetto alle mie esigenze, un po’ perchè sono sempre alla ricerca della soluzione migliore, che faccia quello che voglio io e come voglio io.

Piccola premessa: la soluzione che vi propongo oggi NON è a costo zero; il servizio in se ha un costo davvero modesto (3 dollari al mese), a cui vanno però aggiunti i costi di storage su Amazon S3 (che dipendono da quanto spazio utilizzate). Inoltre, richiede un minimo di dimestichezza informatica (ovvero: NON è come Dropbox, che basta installarlo per vederlo funzionare al meglio).  I vantaggi di utilizzare una soluzione del genere, però, sono diversi:

  1. Persistenza del dato: i file sono conservati su Amazon S3 (anche Dropbox usa questa piattaforma per lo storage) ed al netto di catastrofi in Amazon (tutto può succedere, eh…), difficilmente perderete dei dati
  2. Sicurezza del dato: i file possono essere crittografati (AES a 256 bit) prima che vengano inviati su Amazon S3; questo fa si che solo voi possiate leggere i vosti files
  3. Sicurezza nella trasmissione: la trasmissione dei files è SEMPRE crittografata, indipendentemente dalla vostra decisione di crittografare o meno gli stessi

Vediamo quindi nel dettaglio di cosa si sta parlando: Jungle Disk Desktop Edition.

Benchè esista anche una versione di Jungle Disk che offre solo la funzione di backup (Jungle Disk Simply Backup, costo 2 dollari al mese) io vi parlerò della versione Desktop perchè è quella che offre maggiori servizi per un prezzo leggermente più alto (3 dollari al mese). Cosa offre quindi Jungle Disk Desktop Edition (anche rispetto alla versione Simply Backup):

  • client per Windows, Mac OS X e Linux
  • possibilità di effettuare il backup (con relativo restore in caso di problemi) continuo dei vostri files (feature presente anche per la soluzione Simply Backup)
  • possibilità di mappare lo storage online come se fosse un drive di rete
  • possibilità di sincronizzare una o più cartelle fra i vostri diversi computer (esattamente come Dropbox)
  • supporto per il versioning dei file
  • accesso tramite interfaccia web (come in Dropbox)
  • possibilità di condividere files e cartelle (come in Dropbox)

Perchè Jungle Disk Desktop possa funzionare, è necessario che abbiate già disponibile uno storage online a scelta fra i due supportati: Amazon S3 e Rackspace Cloud Files.
Io sono un utente Amazon S3 da quasi due anni (e ne ho parlato diffusamente in questo post) e non conosco nello specifico la soluzione di Rackspace, ma vedendo le caratteristiche mi sembrano molto simili. Tenete presente che il pricing di questi servizi dipende da quanta roba ci mettete su: se avete necessità di backuppare decine di GB, probabilmente ci sono servizi più adatti (per una scelta ponderata, potete dare un’occhiata a quest’articolo che ne mette a paragone alcuni).

Come funziona “tecnicamente” Jungle Disk Desktop?
E’ semplice: appena installato il client e configurato per l’accesso al vostro storage (che dovrete già avere, eh!), avrete la possibilità di impostare sia il backup, che il mapping come unità disco locale, che la sincronizzazione di una o più cartelle. Queste scelte potete effettuarle sia sui dischi online già presenti nel vostro storage, sia creandone uno ex novo dal client  di Jungle Disk. Creando un disco apposito per l’utilizzo di Jungle Disk avrete la possibilità di utilizzare TUTTE le feature a vostra disposizione (rinunciando alla compatibilità con altri client), mentre usando un disco già presente alcune feature (come la sincronizzazione o la crittografia) non saranno disponibili. Va da se che è possibile effettuare scelte multiple, come ho fatto io:

  • i backup vanno su un bucket di Amazon S3 già esistente (backup.giovannibarbieri), configurato in modalità COMPATIBILE: questo significa che i file salvati dal client di Jungle Disk saranno immagazzinati utilizzando le caratteristiche di Amazon S3 e saranno accessibili anche da altri client (come S3 Browser e CloudBerry Explorer per Windows e 3Hub per Mac OS X)
  • per la sincronizzazione fra i miei vari computer e l’hosting dei miei file, c’è un bucket apposito (jungleclients), configurato in modalità Jungle Disk 2.0: questo significa che i file salvati da Jungle Disk in quel bucket sono immagazzinati secondo un protocollo proprietario. NON sono accessibili da client di terze parti, ma sono sincronizzati fra i miei computer e sopratutto sono criptati (AES a 256 Bit). Questo significa che nè Amazon nè Jungle Disk hanno modo di accedere al contenuto dei files (a differenza di Dropbox, che criptava i file ma con chiavi proprie, riservandosi quindi la possibilità di accedervi a proprio piacimento). Si perde un po’ di compatibilità ma si guadagna senza dubbio in sicurezza (è comunque possibile accedere a quei files da qualunque computer nel mondo usando l’interfaccia web o il client usb portable di Jungle Disk).

Ovviamente Jungle Disk ha anche un client per iPhone, quindi posso accedere ai miei files (a TUTTI i files, sia quelli presenti nei vari bucket  di Amazon S3 sia a quelli criptati presenti nel disco dedicato) anche in mobilità.

Una nota sulla Privacy Policy di Jungle Disk: “Jungle Disk will never view the files that you upload, download or store using our service. We also do not monitor or disclose any information regarding your specific files and data without your permission, except in accordance with this policy and our terms of service”.

Giudizio di Giovy: se le recenti implicazioni sulla privacy di Dropbox vi hanno turbato (e vi capirei benissimo, hanno dato fastidio anche a me) e state cercando qualcosa di altrettanto funzionale, Jungle Disk potrebbe essere l’alternativa da prendere in considerazione. Come avrete notato, richiede una minima dimestichezza con il mondo dello storage online (e questo potrebbe limitarne l’adozione) e sopratutto non è gratuito ma… dategli un’occhiata. 🙂

Nov 162009
 

Solo qualche giorno fa vi ho parlato di alcune soluzioni di storage e backup, omettendo deliberatamente quella di cui vi parlerò oggi: Amazon S3 (dove “S3” sta per Simple Storage Service).

Il termine “simple”, però, potrebbe trarre in inganno; Amazon S3 NON è una classica soluzione di storage online come quelle che vi ho presentato e proprio per questo motivo non l’ho inclusa in quella comparativa.

Quali sono quindi le peculiarità che rendono Amazon S3 così “diverso”?

Iniziamo dal pricing model: con Amazon S3 pagate solo quello che consumate (e “come” lo consumate, e “dove” lo consumate”). I vostri files possono risiedere (a vostra scelta) su server negli USA o in Europa. Se decidete di dargli residenza europea, pagate di più (0.150$ per GB negli USA, 0.180$ per GB in Europa).

Si paga anche tutto il data transfer (0.100$ per GB in upload, 0.170 per GB in download).

Inoltre, pagate le richieste di accesso ai vostri file: 0.001$ ogni 1000 PUT, COPY, POST o LIST e 0.01$ ogni 10000 GET; lo so, suona strano… ma proprio perchè Amazon S3 è orientato all’utilizzo integrato a servizi web.

Infine, potete creare ACLs sui vostri file o sui vostri bucket, permettendo l’accesso selettivo.

In parole estremamente povere: create un servizio web e non volete sovraccaricare i vostri server con immagini o media? Usate S3 come deposito di questi file e sarà la vostra applicazione web ad interagire con S3 tramite le interfacce REST o SOAP (standard dei web services).  Ecco perchè si pagano anche tutte le richieste (più spazio/traffico/richieste genera la vostra applicazione, più pagate).

E’ però possibile utilizzare Amazon S3 “anche” come storage personale, a patto di aver compreso bene il meccanismo di pricing di cui sopra onde evitare spiacevoli conseguenze economiche; per farlo esistono dei client appositi (ne cito alcuni, probabilmente ce ne saranno anche altri che non conosco o non ho testato):

  • S3 Browser: disponibile per Windows, esiste una versione Free ed una PRO a pagamento (29.95$) con feature aggiuntive riguardanti la gestione delle ACLs. Interfaccia chiara e lineare, vi permette di utilizzare tutte le funzionalità di S3 in modo semplice, come se fosse un “normale” storage online.

s3_browser_main_window

  • CloudBerry S3 Explorer: disponibile per Windows, esiste una versione Free ed una PRO a pagamento (39.99$) con feature aggiuntive.  Una feature interessante della versione PRO di CloudBerry Explorer è la possibilità di criptare i files (che però poi dovranno essere scaricati/gestiti solo via CloudBerry Explorer PRO).

cloudberry_explorer_1

Se la vostra esigenza fosse quella di fare backup su Amazon S3, potete utilizzare:

  • CloudBerry Backup: disponibile per Windows esclusivamente a pagamento (29.99$), offre tutte le funzioni di backup/restore automatiche che un buon client dedicato dovrebbe avere, compreso versioning ed encryption dei file.
  • JungleDisk: disponibile per Windows, Mac e Linux esclusivamente a pagamento (2$ al mese), affianca al backup/restore automatico dei files (anche qui con supporto per versioning ed encryption) la possibilità di mappare il proprio spazio S3 come drive virtuale di rete.

jungledisk

Ma… come fare se si è in giro e non è possibile usare il client installato sul proprio computer? Utilizzando S3fm (gratuito) è possibile accedere al proprio account Amazon S3 da interfaccia web (Ajax-based), compiendo tutte le operazioni effettuabili da client (compresa la gestione delle ACLs).

E se ho solo con me il mio iPhone? Niente paura: con iS3Manager (è possibile accedere ai vostri bucket su S3 in lettura (scaricando e riproducendo audio e video, nei formati supportati dall’iPhone), creare bucket e gestirne le ACLs, inviare link ai file immagazzinati e… caricare direttamente dall’iPhone immagini e video (per i possessori di iPhone 3Gs).

ATTENZIONE: considerate che i client illustrati finora rendono solo “immediato” l’utilizzo di Amazon S3 ma restano validi i pricing illustrati finora. Se (per esempio) lanciate il vostro client e questo vi fa vedere una lista dei file contenuti nel vostro bucket, avrete effettuato una richiesta LIST. Se cambiate bucket e ne visualizzate il contenuto, effettuerete un’altra richiesta LIST. Se scaricate un file effettuerete una richiesta GET  e così via.

Quindi… se caricate 1000 files da uno dei client illustrati sopra, pagherete:

  • lo spazio occupato dai 1000 files
  • la banda occupata per caricare questi 1000 files
  • le 1000 richieste PUT
  • le eventuali richieste LIST

Tenetelo presente.

Considerazioni di Giovy: Amazon S3 è un’ottimo servizio dalle avanzate funzionalità; NON è destinato principalmente all’utente “casalingo” (che dovrebbe invece dare un’occhiata ai software illustrati qui o utilizzare JungleDisk, se proprio vuole avere i propri files su S3) ma se avete bisogno di caratteristiche avanzate (ed ANCHE di storage personale o di backup) è una soluzione da prendere in seria considerazione.

Ah, qualora ve lo chiedeste: SI, io utilizzo anche S3 come storage… e nell’articolo precedente, il pdf con la tabella comparativa è ospitato proprio su S3: http://blog.giovannibarbieri.s3.amazonaws.com/comparativa_storage_backup_online.pdf

Nov 122009
 

Mi è capitato diverse volte di parlare, in questo blog, di storage online e backup online; proprio per questo ricevo spesso richieste di consigli al riguardo, che assolvo sempre volentieri, forte dell’esperienza accumulata negli anni. Per rendere più agevole la scelta di una soluzione piuttosto che un’altra in base alle proprie esigenze, ho pensato di riepilogare in questo post quelle che sono AL MOMENTO le migliori soluzioni di storage online e backup online.

Per facilitare la comparazione, ho creato un documento in PDF che potete scaricare qui. Vi invito a fare riferimento a questo post per il dettaglio delle caratteristiche indicate con l’asterisco.

ATTENZIONE: storage online E’ DIVERSO da backup online!

Storage Online

Dropbox: www.dropbox.com

Spazio gratuito: SI (2 GB + altri 3 GB tramite referral)
Spazio a pagamento: SI (Pro 50: 9.99$ al mese per 50GB, Pro 100: 19.99$ al mese per 100 GB)
Limite dimensione file: NO via client (300 MB per file via Web upload)
Client installabile: SI (per Windows, Mac OS X e Linux)
Sincronizzazione cartelle su disco: SI
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history: SI (30 giorni, con opzione a pagamento per undo illimitato)
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: SI
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: SI

DivShare: www.divshare.com

Spazio gratuito: SI (5 GB)
Spazio a pagamento: SI (Personal: 25 GB per 19.99$ l’anno, Professional: 100 GB per 71.40$ l’anno, ProfessionalPlus: 100 GB con limiti maggiori in download per 179.40$ l’anno)
Limite dimensione file: SI, 200 MB (2 GB per piani a pagamento)
Client installabile: NO
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history: NO
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO
WebDAV: NO
FTP: NO (Si per i piani a pagamento)
iPhone App: NO

SkyDrive: skydrive.live.com

Spazio gratuito: SI (25 GB)
Spazio a pagamento: NO
Limite dimensione file: SI, 50 MB
Client installabile: SI (per Windows)
Sincronizzazione cartelle su disco: SI
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history: NO
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: NO

Box.net: www.box.net

Spazio gratuito: SI (1 GB)
Spazio a pagamento: SI (Individual: 9.95$ al mese per 5GB, Business: 15$ utente/mese per 10 GB)
Limite dimensione file: SI, 25 MB (1 GB per i piani a pagamento)
Client installabile: NO
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Version history: NO (5 versioni per il piano a pagamento Individual)
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: SI
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: SI

LiveDrive: www.livedrive.com

Spazio gratuito: NO
Spazio a pagamento: SI (Standard: 44.95 euro l’anno per 100 GB, PRO: 99.95 euro l’anno per spazio illimitato)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: SI (per Windows)
Sincronizzazione cartelle su disco: NO (SI solo nella versione PRO)
Mapping spazio disco come unità di rete: SI
Revision history: SI (30 giorni, con opzione a pagamento per undo illimitato)
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: SI
WebDAV: NO
FTP: SI
iPhone App: NO

ZumoDrive: www.zumodrive.com

Spazio gratuito: SI (1 GB)
Spazio a pagamento: SI (10 GB per 2.99$ al mese, 25 GB per 6.99$ al mese, 50 GB per 11.99$ al mese, 100 GB per 19.99$ al mese, 200 GB per 37.99$ al mese, 500 GB per 79.99$ al mese)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: SI (per Windows, Mac OS X e Linux)
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: SI
Revision history: SI
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: SI
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: SI

ADrive: www.adrive.com

Spazio gratuito: SI (50 GB)
Spazio a pagamento: SI (Signature: 50 GB per 69.50$ l’anno, Premium da 100 GB a 1 TB, a partire da 139.50$ l’anno)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: NO (SI per piani Signature e Premium a pagamento, per Windows)
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history:NO (SI per piani Signature e Premium a pagamento)
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO
WebDAV: NO (SI per piani Signature e Premium a pagamento
FTP: NO (SI per piani Signature e Premium a pagamento
iPhone App: NO

Botte di Ferro: www.bottediferro.com

Spazio gratuito: SI (1 GB)
Spazio a pagamento: SI (Business, 199,50 € per 15 GB)
Limite dimensione file: SI  (500 MB via client)
Client installabile: SI (per Windows)
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history: NO
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: NO

MegaUpload: www.megaupload.com

Spazio gratuito: SI (200 GB)
Spazio a pagamento: SI (Premium con spazio illimitato: 59.99 € per 1 anno, 79.99 € per 2 anni, 199.99 € a vita)
Limite dimensione file: SI, 2 GB (Premium illimitato)
Client installabile: SI (per Windows)
Sincronizzazione cartelle su disco: NO
Mapping spazio disco come unità di rete: NO
Revision history: NO
File sharing: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO
WebDAV: NO
FTP: NO
iPhone App: NO

Backup Online

Mozy: mozy.com

Spazio gratuito: SI (2 GB)
Spazio a pagamento: SI (Home: 54.95$ l’anno per spazio illimitato)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: SI (per Windows)
Sicurezza file: SI (criptati 448bit Blowfish)
Mapping Virtual Drive: SI
Backup automatico: SI
Backup file bloccati: NO
Backup drive di rete: NO
Backup drive esterni: SI
Revision history: SI
Point in time restore: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO

Carbonite: www.carbonite.com

Spazio gratuito: NO
Spazio a pagamento: SI (54.95$ l’anno per spazio illimitato)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: SI (per Windows e Mac OS X)
Sicurezza file: SI (448bit Blowfish e Triple DES)
Mapping Virtual Drive: SI
Backup automatico: SI
Backup file bloccati: NO
Backup drive di rete: NO
Backup drive esterni: NO
Revision history: SI (90 giorni)
Point in time restore: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO

IDrive: www.idrive.com

Spazio gratuito: SI (2 GB)
Spazio a pagamento: SI (Pro: 49.50$ all’anno per 150GB)
Limite dimensione file: NO
Client installabile: SI (per Windows e Mac OS X)
Sicurezza file: SI (criptati 256bit AES)
Mapping Virtual Drive: SI
Backup automatico: SI
Backup file bloccati: SI
Backup drive di rete: SI
Backup drive esterni: SI
Revision history: SI (30 versioni)
Point in time restore: SI
Web access: SI
Mobile web access: NO

Considerazioni di Giovy: come potete vedere, l’offerta è vasta ed ogni servizio ha caratteristiche diverse, valide per diversi scopi. Se avete bisogno di un servizio che vi sincronizzi i dati fra i vari computer, il mio consiglio è indubbiamente Dropbox. Se avete bisogno di tanto spazio per archiviare musica e video, sicuramente la soluzione migliore è MegaUpload (che, nella versione premium a vita, diventa particolarmente interessante come investimento “una tantum”). Per il backup la soluzione migliore è senza dubbio Mozy, seguita da IDrive (anche se quest’ultima ha caratteristiche più avanzate, l’infrastruttura di Mozy è migliore).

Mar 052008
 

Ogni giorno nascono (e muoiono) nuovi servizi di storage online, con caratteristiche che in qualche modo si equivalgono ma… oggi voglio parlarvi di questo nascente servizio di storage che ha, dalla sua, l’essere totalmente italiano… 🙂

bottediferro_logo.gifBotte Di Ferro è un servizio di storage online realizzato dal veneto Michele Costantini, volto ad offrire ai suoi utenti la possibilità di archiviare e condividere in rete (in modo sicuro) files di ogni tipo. Interamente realizzato in PHP (con database MySQL), ha un’interfaccia semplice e piacevole da usare, grazie ad un largo uso di AJAX.

Come in tutti i servizi di questo tipo, è possibile creare cartelle ed caricare facilmente file, anche utilizzando il drag&drop; successivamente questi file potranno essere resi pubblici o protetti da password, in modo da restringerne ulteriormente l’accesso. Uno dei punti su cui BdF punta molto è proprio la sicurezza: a partire dalla trasmissione criptata in SSL del file fino alla possibilità crittografare realmente i files, in modo che anche venendo a conoscenza della password per il download, il contenuto del file sarebbe ugualmente al sicuro.
Per chi non volesse utilizzare l’interfaccia web per caricare/scaricare i propri files, è disponibile un apposito tool chiamato BdF Explorer (scritto in Delphi, purtroppo solo per Windows, al momento) che permette di effettuare tutte le operazioni possibili sui propri files. Inoltre, è disponibile anche una versione non installante, da portare con se su un pen drive, ad esempio.

Botte di Ferro è utilizzabile gratuitamente ma saranno disponibili anche piani a pagamento con spazio aggiuntivo (la versione free offre 1 GB di spazio, 10 GB di banda mensile e 30 MB max per singolo file).
Una cosa che mi ha piacevolmente colpito è stata la completezza delle FAQ disponibili online, che coprono ogni possibile dubbio/problema dell’utente.

Ma… ci sarà anche qualche aspetto negativo, in tutto ciò? Certo…

  • lo spazio offerto è solo 1 GB, quando ci sono servizi che offrono gratuitamente 50 GB e non hanno limiti sulla dimensione massima per singolo file
  • il software BdF Explorer è disponibile solo per Windows (tagliando fuori tutti quegli utenti di sistemi operativi diversi, che saranno obbligati ad usare l’interfaccia web)
  • personalmente penso che un "backup settimanale" dei dati non offra una sicurezza sufficiente per un servizio che punta proprio sulla sicurezza come "arma vincente"; il backup dovrebbe essere ALMENO giornaliero (magari incrementale, in modo da non richiedere troppe risorse, se è un problema in questa fase di startup).
  • feature come "firewall, antivirus ed aggiornamento del sistema operativo" non dovrebbero essere pubblicizzate come plus, perchè dovrebbero essere presenti a prescindere, in un servizio del genere

Giudizio di Giovy: Botte di Ferro è un interessante tentativo di riuscire a portare avanti un servizio di storage e condivisione online in Italia. E’ un servizio giovane e paga qualche difetto di gioventù, ma le prospettive sono davvero buone. Apprezzo davvero molto l’interfaccia web per la gestione dell’account (sicuramente più avanzata e piacevole da utilizzare del già citato Adrive). Se si riuscirà a fare qualcosa sotto l’aspetto "storage" (magari portandolo a 5 GB ed innalzando il limite a 100 MB per singolo file?) il servizio diventarà sicuramente allettante per tutti quegli utenti alle prime armi che cercano qualcosa di semplice da utilizzare.

Dec 122007
 

 La recensione di oggi è una ESCLUSIVA ITALIANA, quindi… seguitemi, ne varrà la pena… 😉

In passato ho presentato più volte soluzioni di storage o backup online (Box.net, DivShare, Mozy, Dropboks, Protect My Photos ecc) ma nessuna di queste è paragonabile a quella che vi sto per presentare oggi.

wuala_logo_yellowAncora in Alpha (quindi ai primissimi stadi di sviluppo, ma già pienamente usabile ed abbastanza stabile, anche se accessibile solo ad invito), Wuala è un nuovo servizio di storage online in modalità Peer To Peer che sono sicuro diventerà presto una delle applicazioni più calde di questo dicembre 2007… 😉

Ma… cos’ha di così esclusivo Wuala rispetto ad altre soluzioni di backup? Semplice:

  • è compatibile con Windows, Mac e Linux: il client di Wuala è disponibile per tutti i sistemi operativi "consumer", cosa non comune per un servizio appena lanciato ed ancora in alpha
  • è una soluzione P2P: il vostro storage è criptato e distribuito fra gli iscritti a Wuala; questo significa che i vostri file verranno "spezzettati" e distribuiti random (per garantirne la disponibilità, lo stesso pezzo di file verrà distribuito a diverse centinaia di persone)
  • è una soluzione sicura e protetta: i vostri file sono criptati in maniera "forte" (AES a 128 bit per la criptazione dei file e RSA a 2048 bit per l’autenticazione) e SOLO VOI conoscete la password che non verrà mai trasmessa ai server di Wuala
  • lo storage è illimitato: si parte con 1 GB di spazio per utente, ma… lo spazio aumenta a seconda di quanto spazio condividete sul vostro disco con gli altri utenti e del tempo che lasciate tale spazio disponibile; in pratica: se mettete a disposizione 10 GB di storage e lo tenete online per il 70% di una giornata, avrete a disposizione altri 7 GB aggiuntivi (il 70% dello storage che mettete a disposizione). Se invece avete un computer sempre collegato ad Internet che condivide più spazio… immaginate quanto spazio potrete avere a disposizione online
wuala_screen01

  • è una soluzione "social": tutte le cartelle che create in Wuala sono private di default, ma potete decidere di condividerle con altre persone scelte singolarmente, con gruppi di persone o renderla totalmente pubblica. Potete creare gruppi (privati o pubblici), unirvi a gruppi già esistenti ed invitare persone
wuala_screen02

  • avete una finestra "sul mondo" dei files che gli altri utenti di Wuala rendono disponibili: raggruppati per tipologia (immagini, video, musica, documenti, altri) e potete scaricarli, copiarli, bloggarli o condividerli su Facebook, DivShare o altri siti direttamente dall’interfaccia di Wuala.
    Più utenti usano Wuala, più il sistema si arricchisce di nuovo materiale.
wuala_screen03

  • potete effettuare ricerche full text sui vostri file o su tutti i files resi pubblici in Wuala: sfruttando anche il potente sistema di tagging incorporato (potete taggare tutto, dalle cartelle ai singoli files)
  • è altamente configurabile: potete configurare tutti gli aspetti di Wuala, a cominciare dai diritti di accesso per singola cartella, passando per la banda da destinare al client, alla porte da utilizzare per le connessioni…

Giudizio di Giovy: beh… inutile dirvi che Wuala mi ha entusiasmato…e sono sicuro entusiasmerà anche voi… 🙂
E’ un servizio ancora in Alpha (suscettibile quindi di potenziali instabilità e/o modifiche anche sostanziali) ma al momento non mi ha dato nessun problema, mettendo online qualche e-book (che conto poi di condividere con il mondo, of course) 😉

… ed ora la chicca: ho a disposizione SETTE INVITI per Wuala da regalare a chi me li chiede nei commenti; il principio è "first arrived, first served, no reservation", quindi… fatevi sotto! Ovviamente mi farebbe piacere che chi invito condividesse a sua volta eventuali inviti con altrettanti amici, in modo da diffondere Wuala anche da noi in Italia… 😉

Oct 132007
 

gmail_logo La Big G deve essersi resa conto che i competitor diretti del suo servizio di posta elettronica (Microsoft con Hotmail e Yahoo con Yahoo Mail) forniscono da un po’ di tempo più spazio di quanto non faccia lei… ed ha deciso di correre ai ripari. 🙂

Pare infatti che a partire dai prossimi giorni lo spazio di Gmail comincerà ad aumentare, arrivando a:

  • 4321 MB il 23 ottobre
  • 6283 MB il 4 gennaio

dal 4 di gennaio la velocità di crescità diminuirà, attestandosi sui 3.3 MB al giorno (10 volte più veloce del ritmo di crescita attuale).

La crescita è stata stimata dal codice Javascript di Gmail (vedi questo post di Googlified) ed è stata confermata da Google con un post sul blog ufficiale di Gmail.
Allo stesso modo, anche tutte le società che usano Google Apps avranno lo stesso aumento di spazio… ed anche chi usa la versione Premier di Google Apps (quella a pagamento) passerà da 10 GB a 25 GB per lo stesso prezzo.

Personalmente non ho un bisogno impellente di spazio, ma avendo usato il 40% dello spazio….argh… beh, ho avuto la conferma in tempo reale che quello che ho appena scritto STA SUCCEDENDO… ho iniziato a scrivere il post avendo 2912 MB di spazio, ed in questo momento ho già raggiunto 3044 MB… 😛

Thanks Google… 😉