Sep 132004
 

Buongiorno a tutti, buon inizio settimana e buon inizio di anno scolastico ai ragazzi che da oggi non potranno più leggere le mie cazzate di mattina, causa lezioni in corso…

Stamattina ho proprio voglia di parlarvi del film che ho visto un paio di giorni fa al cinema, ovvero Fahrenheit 9/11, di Michael Moore.

Partiamo dall’inizio:
Conosco Moore cinematograficamente (che parolaccia!) perchè ho avuto modo di vedere il suo Bownling a Columbine, ed ho apprezzato moltissimo il suo stile documentaristico, unito alla sua critica feroce nei confronti delle cose che non gli stanno giù.

Il film:
Sono andato al cinema ben conscio di quello che mi aspettava (o almeno sicuramente di più di un mio amico che ogni tanto sonnecchiava, davvero!).
Il film, sotto l’aspetto stilistico, è ineccepibile (e comunque segue lo stile di Moore, niente di nuovo).
La critica a Bush ed a tutto quello che ha fatto (e non fatto) in relazione a Bin Laden, alla guerra in Iraq ed alla sua “politica della guerra ad ogni costo” è assolutamente condivisibile (almeno dal mio punto di vista).
Però…
… però ci sono alcune cose che mi hanno lasciato perplesso.
Ok, Moore è caustico e feroce come sempre, ma a differenza di altri suoi lavori, si lascia andare troppo spesso ad una retorica pietistico-popolare.
E’ troppo semplice mostrare scene raccapriccianti (il soldato senza braccia, il bambino orribilmente ustionato e così via…) per suscitare l’indignazione delle persone. Grazie al cielo ha saputo “glissare” con un certo stile sulla tragedia dell’11 settembre, senza mostrare aerei che si schiantavano o palazzi che crollavano, ma facendo vedere solamente tanti piccoli “particolari umani” che hanno reso quella tragedia così terribile.
Una scena che non ho proprio digerito, invece, è quella della “mamma disperata davanti alla Casa Bianca”.
QUELLA SCENA ha (a parer mio) vanificato tutto lo sforzo di restare in qualche modo aderente al suo stile.
QUELLA SCENA (ma non solo, quella ne è solo l’apoteosi) è roba da film drammatico e strappalacrime, dove si vede purtroppo il tentativo di far colpo anche sul piccolo pubblico, che magari non capirà un cavolo di politica ma che si commuove se vede una madre che piange il figlio morto in Iraq.

E’ una cosa scorretta (verso il pubblico), e non mi è piaciuta.

Ritengo il film comunque molto valido, ed assolutamente da vedere per conoscere meglio tanti “piccole-grandi particolari” che a molti (me compreso) erano sconosciuti.
Ma guardatelo con occhio critico… e non fatevi fregare.

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