Jan 252007
 

explicit.jpgPensavo di aver detto tutto al riguardo, ma leggere il commento di Maxime nel post di Marco mi ha quasi "obbligato" a dire la mia al riguardo (e scusatemi, vi prego, se torno ancora sull’argomento "BarCamp", ma mi sta particolarmente a cuore avendolo vissuto in prima persona).
Maxime dice:

Tra l’altro, chi non ha un blog come il tuo o non si chiama Marco Camisani Calzolari, o Lele Dainesi, o Andrea Beggi o Vittorio Pasteris, cosa ci va a fare ad un BarCamp?

Maxime… ma che cazzo stai dicendo????

Io NON ho un blog come quello di SKY TG 24, NON mi chiamo Lele Dainesi, Marco Camisani Calzolari o Marco Montemagno ma… sono andato lo stesso al BarCamp! E cosa ho presentato lì? Una degustazione di vini!!!
Questo per dire che per partecipare al BarCamp non bisogna ASSOLUTAMENTE avere qualcosa da dire su Internet, blog, Web 2.0, tecnologia o altro!
Molte persone che hanno partecipato al BarCamp "manco sanno cos’è il Web 2.0 o le nuove tecnologie!!!"
Esperienza personale: parlando con una ragazza che stava aspettando di seguire il mio ignorantissimo talk su una cosa assolutamente non tecnologica ma molto "materiale" come è il vino, lei si è trovata a chiedermi chi fosse la persona che stava parlando in quel momento nella sala (era Stefano Vitta).
Io, con la massima semplicità, le ho risposto: "E’ Stefano Vitta, il responsabile italiano di FON". E lei, con altrettanta semplicità, mi ha chiesto: "Cos’è FON?"

Questo è quello che voglio far capire a tutti quelli che, NON avendo partecipato al BarCamp, pensano di averne compreso lo spirito (ed in realtà non hanno capito un cazzo)(e ripeto nuovamente, scusatemi): NON bisogna per forza conoscere FON, o AJAX, o Ruby On Rails, o Twitter o altre diavolerie tecnologiche, per partecipare ad un BarCamp.
Se Maxime ha una conoscenza erudita sulla ruttologia applicata alla birra bionda, invece di inventarsi il PubCamp può partecipare ad un BarCamp e proporre un talk dal titolo: "Rutto 2.0: dalla birra alla gazzosa, passando per le migliori tecniche di rilassamento diaframmatico, per produrre il rutto più potente e modulato". Maxime potrà essere sicuro che ci saranno delle persone interessate ad ascoltarlo, così come c’erano persone interessate ad ascoltare un pirla come me (che non sono Lauciani, il sommelier di Gusto su Canale 5) parlare di vino (e mi hanno chiesto, se proprio devo dirla tutta, di ripetere il mio talk ad altri BarCamp… segno che o sono bravo io a parlare di vino o era particolarmente buono il vino presentato… 😉 ).

Maxime scrive ancora:

Io avrei voluto partecipare (e parteciperò sicuramente ad uno dei prossimi appuntamenti), ma già immagino gli atteggiamenti di sufficienza nei miei riguardi, che non sono tecnico e che c’ho il blog con la testata raffigurante me stesso sulla tazza di un cesso.

Maxime (e tanti altri come te), ti fai troppe seghe mentali!!! Io non ho visto nessun atteggiamento di sufficienza nei miei confronti così come nei confronti di nessuno, ed allo stesso modo nessuno ha messo su una croce chi NON ha presentato alcunchè al BarCamp! Va da se che con oltre 150 partecipanti non sarebbe stato umanamente possibile allestire 150 talk, ma… alla porta non c’era nessuno che chiedeva: "Hai intenzione di parlare? Allora passa. Vieni solo a guardare? Allora resta fuori! Sei una blogstar? Allora passa! Sei un mister nessuno, con un blog che fa due visite al giorno (l’altra è quella della moglie)? Allora resta fuori!".

Come ho detto in precedenza, la cosa più interessante del BarCamp NON sono state le presentazioni, ma le non-conferenze spontanee che sono nate nei corridoi! Avrei anche potuto non seguire alcuna presentazione, ma solo il piacere immenso di conoscere persone come Andrea, Theo, Davide, Antonella, Cristian, Lele, Palmasco e moltissimi altri mi avrebbe ripagato interamente degli 800 KM fra andata e ritorno che mi sono fatto per passare un giorno in loro compagnia!

A chi non ha mai partecipato ad un BarCamp e pensa che sia una cosa "elitaria" o "da casta di super-blogger autoreferenziali che parlano solo fra di loro", propongo di PARTECIPARE invece che SPARLARE.

Scusate la foga ed il linguaggio poco consono, il "bollino nero" è lì apposta per gli animi impressionabili. 😀

  38 Responses to “Perchè partecipare ad un BarCamp?”

  1. Sante parole! E’ questo lo spirito giusto. Il resto è autoerotismo.

  2. Approvo in pieno. Bisogna andarci al barcamp per capire, altrimenti è inutile parlare.

  3. MA SI, MA SI! l’ha capito anche Maxime. Ed ora PRETENDO di ascoltare un suo talk sui rutti. Non scherzo! anzi ho anche un’idea.

  4. Posso testimoniare che il vino era buonissimo, e il tuo intervento serio e interessante, oltre che chiaro e ben esposto. Io sono uno di quelli che è venuto al barcamp senza avere un intervento, soprattutto con l’intenzione di incontrare vecchi e nuovi amici, conoscere nuove persone con i miei stessi interessi, dunque in una parola SOCIALIZZARE. Che poi è la cosa più bella che ho scoperto in tutte le mie frequentazioni di questo tipo, dai tempi del CB a quelli delle conferenze su Agorà, e di IRC. E se qualche blogstar si offende ad essere accomunato ai CB o a IRC io credo che non abbia capito nulla del fenomeno sociale che sta dietro ai blog… 😀

    Francesco

  5. Questo è il post definitivo sul BarCamp. Roba da FAQ, secondo me. Grande Giovy! ❗

  6. L’ultima sul RomeCamp

    Il post definitivo sul RomeCamp, anzi, sui BarCamp in generale, tanto che meriterebbe riprodurlo tale e quale nelle FAQ ufficiali dei BarCamp, è questo: grande Giovy….

  7. Se capita e posso vengo anch’io! 😀

  8. Al prossimo cercherò di non mancare.
    Anche se superfluo volevo complimentarmi per il post: la forza con cui hai difeso lo spirito del BarCamp è encomiabile.

  9. Non difendo ne tantomeno attacco nessuna delle parti in causa. Voglio comunque dire che almeno un BarCamp è da provare e, come già anticipato, lo farò in occasione di quello organizzato nelle Marche.

    Solo allora potrò dire la mia sull’argomento. Per il momento, mi accontento del post semi-incazzato! :mrgreen:

  10. Davvero un bel post! Confermo riga per riga. Tra tutti i blogger del mondo non c’è nessuno meno blogstar di me, eppure non ho avuto assolutamente l’impressione che, partecipando, qualcuno mi avrebbe guardato dall’alto in basso. Anzi, dirò di più: Andrea Beggi ha voluto conoscermi perché mi legge e posso assicurare a tutta la bloggosfera che il suo è stato un atteggiamento “stracolmo di umiltà” (altro che blogstar!) 🙂

  11. […] Apprendo da Giovy che “per partecipare al BarCamp non bisogna ASSOLUTAMENTE avere qualcosa da dire su Internet, blog, Web 2.0, tecnologia o altro!”. Addirittura altro! Antonio lo ha immediatamente assunto come “il post definitivo sul Romecamp”. Eppure lo stesso Romecamp si autodipingeva fin dalle prime fasi organizzative come “una s-conferenza Web 2.0 a Roma”, frase che tuttora campeggia come sottotitolo dell’evento. […]

  12. D’accordissimo con tutto il post.

    Ma che elitario, poi, nelle foto si vede gente che non la farebbero entrare neanche al bar della stazione (parlo di Jtheo, eh, è un mio amichetto, non voglio offender nessuno) 🙂

  13. Ecco! Basta autoerotismo che mi vi vengono i calli sulle mani! 😀

    Stark, tranquillo non mi hai offeso, maledetto 😀

  14. […] Dopo aver insultato più o meno velatamente tutti i miei followers di Twitter che parlavano di BarCamp e dopo aver letto il post di Giovy… […]

  15. Caro Giovy,
    purtroppo mi hai messo in mezzo e non posso evitare di risponderti, ma lo farò con un semplice commento sul mio e sul tuo blog, e non pubblicando un nuovo post con relativi trackback.

    Facciamo finta che io e te di questa cosa non ne abbiamo già parlato ieri via Google Talk, e facciamo anche finta che tu non mi abbia fatto capire di aver compreso il mio punto di vista…

    Facciamo finta che io non ti abbia già chiarito che l’idea del Pubcamp non c’entra un cazzo con la formula del BarCamp e che non nasce assolutamente in polemica col BarCamp, al quale parteciperò sicuramente in una delle prossime occasioni (ed avrei già partecipato in passato, se non avessi avuto impedimenti di natura geografica e familiare), ma nasce dall’idea di svolgerlo all’interno del Pub di un nostro comune amico…

    Facciamo finta che io adesso sia diventato un esperto internazionale di rutti per il solo fatto di aver chiuso il mio ultimo post con una battuta (che molti hanno preso sul serio), e facciamo anche finta che tu sul tuo blog sia solito parlare al 99% di tuoi cazzi personali e non di robe tecniche (che peraltro apprezzo)…

    Facciamo finta (visto che stai facendo la parte dell’ingenuo) che gli interventi proposti al RomeCamp siano tutti accessibili e comprensibili per uno spettatore non tecnico come posso esserlo io (di certo non tu!), e facciamo anche finta che le non conferenze spontanee che sono nate nei corridoi abbiano avuto come argomento principale proprio i Rutti (e non altre robe tecniche non accessibili e comprensibili per il blogger medio) e che anzi un eventuale mio speech dal titolo “Rutto 2.0” sarebbe stato molto apprezzato (e quelli di Corriere.it o di Nova24 stanno ancora mordendosi i coglioni per non aver potuto assistere ad un evento del genere, che sicuramente avrebbe trovato poi ampio spazio sulle loro pagine)…

    Premesse tutte queste cose: perché nel momento in cui ho proposto l’idea del Pubcamp, ti sei sentito in dovere di innalzare un tale “muro” (supportato dai commenti entusiastici dei tuoi lettori, del cui appoggio eri certo) invitandomi a venire a parlare di Rutti al BarCamp, piuttosto che inventare il PubCamp? Te lo devo ripetere di nuovo che i rutti non c’entrano un cazzo e soprattutto non c’entra il BarCamp? Te lo devo ripetere di nuovo che la formula del BarCamp mi piace, che sicuramente parteciperò in futuro, ma che di fatto (e ripeto di fatto, sai cosa vuol dire?) si è venuta a creare una situazione per la quale il blogger medio non è attratto da una manifestazione (se così si può definirla) del genere? Devo forse leggerti l’elenco degli interventi che ci sono stati al RomeCamp? Hanno parlato tutti di vino come hai fatto tu? Se poi il blogger medio non è il target del BarCamp, benissimo, ne prendo atto. E propongo un Pubcamp. Devo farti un disegnino?

    Avrei tante altre cose da dirti, ma sinceramente il tuo post mi ha infastidito (non per i suoi contenuti, che sono condivisibili, ma per il tuo atteggiamento e la tua falsa ingenuità) e non ne ho voglia adesso. Magari riprenderemo il discorso più il là, anche perché ho lanciato un’idea grezza che nelle mie intenzioni andava raffinata facendone nascere una discussione costruttiva, mentre tu hai pensato bene di reagire in questo modo, come se fosse stato offeso un tuo caro parente. La qual cosa mi spinge a pensare che nella “casta di super-blogger autoreferenziali che parlano solo fra di loro” (che io non ho mai nominato) tu ti ci senta davvero. Senza rancore, eh.

  16. Io a Roma c’ ero (e ci sarò nelle Marche) e posso anche essere daccordo rispetto al commento di Maxime… allo stesso tempo non mi nascondo: se domani N blogger presentassero solo iniziative commerciali (e oso ancora, magari “imboccati” dalle aziende o “affittati”) il problema ci sarebbe o no? Io credo siano del tutto stupidi atteggiamenti pregiudiziali e vittimistici così come lo sono altrettanto le prospettive idilliache di certi cori… forse sono OT ma volevo solo portare un po di pepe 😉

  17. @ Maxime: rispondo solo a te, non perchè gli altri non meritino risposta ma perchè sarebbe una risposta uguali ad ogni riga.
    Il tuo commento, scusami se te lo dico, c’entra come il cacio su una fetta di pane e Nutella!
    Quello su cui ho puntato l’attenzione (e che mi ha spinto a scrivere il post) sono esclusivamente le due frasi che ho citato nel tuo commento sul blog di SKY TG 24.
    NON il PubCamp (che resta una bella idea, e di cui ti ho già espresso in privato ed ora pubblicamente approvazione e supporto, ed ho citato SOLO a mo’ di esempio, non intendendo minimamente attaccarlo o stigmatizzarlo), nè altro.
    Quindi, che tu ora venga e faccia l’offeso come se ti avessi dato una pugnalata, sparlando della tua idea (e NON è affatto così) non ha senso.
    Inoltre, l’esempio del “Rutto 2.0” al BarCamp NON era per contrapporlo al PubCamp o altro; era solo per puntare l’attenzione sul fatto che al BarCamp SI POSSA PARLARE DI TUTTO.
    Infine, essendo il mio NON un post contro di te… oh, potrò anche fare qualche citazione di persone diverse da te, ed infatti il mio “casta di blogger auto-referenziali” NON si riferiva a pensieri o parole da te espresse, ma da altri e che si possono liberamente rintracciare in rete (infatti NON sei stato tu il primo ad usare in questo contesto il termine “autoreferenziale” riferito ai blogger, mi pare).
    Quindi… spero che adesso ti sia tutto più chiaro, e se non lo fosse riassumo brevemente:
    1) OTTIMA l’idea del PubCamp
    2) SBAGLIATA (e molto) l’idea che al BarCamp partecipino solo super-tecnici
    3) SBAGLIATA l’idea che al BarCamp partecipino solo blogstar.
    4) SBAGLIATA l’idea che nei “corridoi” del BarCamp si parli solo di cose tecniche (si è parlato di Lost, di serie TV americane, di figa e via dicendo)
    4) SBAGLIATA la tua concezione che il blogger medio non è attratto dal BarCamp (perchè non c’eri, e non puoi sapere quanti “blogger medi” c’erano, me compreso).

    Quindi… rileggi bene il mio post e questo commento, e cerca di capire su chi o cosa sparare. Senza rancore (io non so nemmeno cosa significhi questa parola, in rete…) 😛

  18. Se Maxime ha una conoscenza erudita sulla ruttologia applicata alla birra bionda, invece di inventarsi il PubCamp può partecipare ad un BarCamp e proporre un talk dal titolo: “Rutto 2.0: dalla birra alla gazzosa, passando per le migliori tecniche di rilassamento diaframmatico, per produrre il rutto più potente e modulato”.

    Questa frase conferma che tu ti riferissi chiaramente al mio post sul PubCamp, pur partendo dal mio commento sul blog di Marco Montemagno (commento che credo di averti esaustivamente spiegato e motivato). Tutto il resto è noia. E ribadisco quanto ti ho già scritto sopra, precisando che so bene cos’è un BarCamp e cosa si può fare, ma che di fatto gli interventi del RomeCamp non erano adatti a tutti (basta leggere l’elenco). Proprio perché non ci sono stato, posso fornirti una sensazione dall’esterno. E smettila di dire che sei un blogger medio. 😆

  19. […] Per chi rifugge i tecnicismi e le visioni ombelicali, le adunzanze di informatici di varie estrazioni sono spesso viste come fumo negli occhi. Qui Giovy spiega il “perchè si”. […]

  20. non vi si può lasciare un attimo…a quanto leggo…

  21. @ Maxime: se vuoi continuare una polemica sterile, attaccandoti alle parole, fallo pure.
    Sta di fatto che il senso del mio post è chiaro, a partire dal titolo (e TUTTI l’hanno inteso benissimo, tranne te): perchè partecipare al BarCamp.
    E l’argomento principale del post E’ IL BARCAMP e chi ci gira intorno. PUNTO.
    Se avesso voluto “sparare a zero” contro l’idea del PubCamp (e non avrei avuto motivo per farlo, dato che ti avevo detto che l’avrei appoggiata e ne avrei parlato senza problemi) stai tranquillo che l’avrei fatto dicendo: “Il PubCamp è una cazzata”. NON E’ COSI’!
    Nella tua foga ti è parso difficile pensare, che… magari… il link al tuo post potesse essere messo lì per renderlo visibile, vero?
    Beh… ti limiti a guardare a 10 cm dal tuo naso.

    Chiudo qui, anche perchè penso di essere stato sufficientemente chiaro CON TE (dato che gli altri hanno inteso benissimo lo spirito del post, vedi Tombolini).

    Ciao.

  22. L’ho letto bene il tuo post, tranquillo. Chiudiamo qui, va… D’altronde è molto poco interessante questa discussione. E mi scuso per averla alimentata.

  23. Piccola precisazione (e lungi da me voler rinfocolare la polemica): il fatto che “gli interventi proposti al RomeCamp NON fossero tutti accessibili e comprensibili per uno spettatore non tecnico” non vuol dire che “tutti gli interventi proposti al RomeCamp NON fossero accessibili per uno spettatore non tecnico”

    La cosa sembra banale, ma fa differenza, mi pare. E forse è il caso di spcificarlo, specie per chi non c’era.

  24. Giovy,

    mi limito a dire che se anche non avessi capito una parola di ciò che è stato detto, e per fortuna non è andata proprio così, l’avrei ugualmente trovato interessante. Intanto “socialmente”, ma poi anche “sociologicamente” se non addirittura “antropologicamente”.

    Alla prossima,

    a

  25. giovy concordo assolutamente col tuo (storico) post ma credo anche di aver capito i dubbi di maxime…
    e vorrei dirgli che è normale che le cose nuove siano inzialmente presidiate dai più “tecnici” o dai più assidui e che possano persino fare (involontariamente) “cartello”…
    però è molto difficile che questo ostacoli l’accesso alla grande massa, sarebbe come tentare di fermare l’acqua del mare con le mani, anzi oggi il web vive proprio un’accelerazione spaventosa di utenza.
    io c’ero (e ho anche parlato di una cosa tecnicissima brrr) e l’atmosfera che si respirava era tranquillissima e apertissima ti assicuro.
    ho persino visto un passante che avendo notato l’evento era venuto (senza alcun blog) a discutere “animatamente” su tutte le questioni… 😀
    e nessuno gli ha detto “zitto tu che manco hai un blog!” anzi… 🙂
    è ovvio che chi si conosce di più tende a “riconoscersi” e magari fare più gruppo ma se avessi provato a scrivere il tuo nome su un post-it e fare un intervento qualsiasi avresti sicuramente visto l’interesse di qualcuno o la partecipazione.
    questo a onore del BarCamp (e RomeCamp).
    quanto alle tendenze “commerciali” il discorso si farebe ampio (ma interessante).

    antonio (pavolini) sei un mito 😀

  26. Luca: ti ringrazio per la tua comprensione, però io credo di non avere alcun dubbio. Per quanto riguarda il BarCamp ho solo descritto delle mie sensazioni personali (che poi ho scoperto essere condivise anche da altre persone) precisando che comunque la formula mi piace e sicuramente in futuro parteciperò, ma non ho mai criticato negativamente, polemizzato, nè sostenuto che sia un evento in cui possono entrare solo le blogstar (chi ha capito questo, ha frainteso). Ma la mia replica a Giovy non riguardava il BarCamp: ho solo fatto delle doverose precisazioni in merito a quello che mi sembrava più un attacco alla mia idea del PubCamp che non una spiegazione sul “perché partecipare ad un Barcamp“. Spero sia finalmente tutto più chiaro (anche perché le parole di Giovy non lasciano troppo spazio ai dubbi, nonostante ciò che poi lui mi ha assicurato rispondendo ai miei commenti). Per il resto, mi scuso ancora per aver alimentato una discussione così poco interessante.

  27. Interessante post, interessanti questioni…

    …ma quando ho scoperto di essermi perso un intervento sulla degustazione m’è spiaciuto più di qualunque altro intervendo tecnico.

    Dannazione. 😐

  28. Vorrei conoscere Andrea Beggi!

    Sull’onda delle polemiche che si innescano dopo ogni BarCamp (tranne forse quello di Milano), traggo una conclusione: voglio conoscere Andrea Beggi.
    Quando qualcuno parla di elitarismo delle blogstar, le non-blogstar tirano fuori l’incontro…

  29. bel post, io purtroppo sono andato solo al BarCamp di Milano, ma rimedierò 😀

  30. Caro Giovy, scusa se entro anch’io nella questione, ma volevo salutarti e dire qualcosina pure io.
    Per prima cosa complimenti, mi sono molto divertito alla relazione sul vino 2.0 al Barcamp romano e sicuramente mi ha fatto piacere vedere che si può essere “2.0” senza essere necessariamente “Web” 😉

    Secondo poi concordo con te che il Barcamp è bello perchè ci si va per confrontarsi e fare 4 chiacchiere senza bisogno di essere blogstar.
    Ovviamente come in tutti i luoghi sociali, esistono gruppi che hanno più visibilità (tipo i nomi citati da Maxime) e gruppi che ne hanno meno, ma il bello è che comunque sono tutti gruppi molto aperti.
    Anche se mi rendo conto che il rischio isolamento/autoreferenzialità c’è, ma se così non fosse, non saremmo (mi ci metto dentro anche io) una community.

    Ciao e spero di vederti presto.

    Davide

  31. […] Ma che saranno una delle prossime mete da segnarsi nell’agenda, just for fun 🙂 Come esterno, mi trovo d’accordo comunque con quanto espresso da Giovy sulla questione… […]

  32. Rutti ruttini e ruttacci. Il rutto come forma espressiva di un malessere che cerca di convogliare l’attenzione degli altri sul ruttatore per fargli sapere che anche lui esiste è parte della società e soprattutto … non ha digerito bene.
    Scherzi a parte anche a me quella del rutto mi ha fatto sbellicare dalle risate.
    Devo dire che ero dell’idea che fossero raduni per tecnici, ma ho iniziato a dubitare dal post di Giovy in cui annunciava che avrebbe parlato di vino, quindi BarCamp è sinonimo di momento di socializzazione, stare insieme cazzeggiare e sparare cazzate semiserie e ovviamente trattare anche argomenti seri, esprimere e trasmettere le proprie conoscenze dal faceto al serio, al pubblico più vasto e, fare nuove conoscenze; un momento conviviale. Se qualcuno ne organizza a Ferrara potrei andarci così non vado più a conferenze e dibattiti sul Partito Democratico.

  33. Sperando possa essere utile al dibattito, segnalo un post di Giacomo Mason che a me sembra, per certi versi, confermare le sensazioni espresse da Maxime Intervento impressionistico sul Barcamp

  34. […] prime ricerche, mi sfuggì che (il grande) Maxime stesse realmente organizzando il Pubcamp (ne sentii parlare sul blog di Giovy molto tempo fa) e così pensai che la prima data utile fosse proprio il Sabato del 23, ma una mail di un amico mi […]

  35. […] Perchè partecipare ad un BarCamp? | Giovy’s Blog vino o (tags: barcamp) […]

  36. sono stato invitato ad un barcamp a settembre, sul lago di Garda. Si tratta della Blogfest2008. Confesso che sono intimorito e ancora non so se accettare o meno l’invito. Leggendo le tue parole un po’ mi rassicuro, comunque io non ho MAI parlato in pubblico e la cosa mi terrorizzerebbe non poco.
    Di cosa si parla nei barcamp? Come funzionano e, soprattutto, quanta gente c’è ad assistere? O tutti partecipano?
    Grazie per la risposta. Un saluto.
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