Aug 272004
 

EnzoCiao Enzo.
Non ci conoscevamo di persona, e purtroppo non potremo mai più farlo.
Le nostre vite si sono incrociate grazie ad un amico comune che mi fece conoscere il tuo blog alcune settimane fa.
Allora eri da poco arrivato in Iraq, e ci presentavi questo mondo con le tue foto ed i tuoi racconti, facendoci conoscere realtà che probabilmente non avremmo mai conosciuto dai canali ufficiali.
Mi sei piaciuto subito, ed ho cominciato a seguirti ogni giorno, così come seguivo Pino (l’altra “grande voce” dall’Iraq).
Ho avuto modo di parlare di te e Pino, e di quello che facevate. Ti ho definito “un fotografo”, e tu mi hai risposto nei commenti:
Caro Giovy, grazie delle cose carine che scrivi. Non sono un fotografo. Sono più che altro un viaggiatore pigro, o se prefersici un fesso che scrive.
e.

Non sei un fesso, nè mai lo sei stato.
Sapevi bene quello che stavi facendo, e purtroppo sapevi anche i rischi che correvi.
Nel tuo ultimo post hai scritto:
“Mettiamola così: nelle prossime 24 ore ho la possibilità abbastanza concreta di crepare. Ovviamente non succederà – ma, se dovesse succedere, sappiate che sono morto felice facendo quello che più mi piace al mondo: viaggiare in paesi che non hanno mai visto un turista prima di me.” e.
Sei stato tristemente profetico, purtroppo…

In questo momento il mio pensiero va alla tua famiglia, ai tuoi figli ed in particolare a Gabriella, che ha quasi la mia età ed ho avuto modo di leggere personalmente sul tuo blog nei giorni immediatamente successivi alla tua cattura.
Non ho parole per esprimere quello che provo… lo stato d’animo che mi accompagna…
E’ tutto così ingiusto… far pagare a te le colpe di altre persone…

Con questo blog ti saluto, caro Enzo.
Sei stato un grande, e resterai sempre un grande nei nostri cuori.

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